Perdermi nella folla senza essere nessuno

Questa città che non ha pazienza, questa città come crisi di coscienza, questa città con la camicia stirata e la faccia raggrinzita, quattro e mezzo di mattina per la radio sono troppo triste il dj non mi parlerà, mi urlano nelle cuffie,cammino per la città in cerca della metro, prenderò una metro e andrò a cena fuori, sono uno straniero che non sa niente di queste strade, antica città austroungarica, antica città spagnola, antica Mediolanum, sono un sardo del Sud e cammino senza conoscere una sola strada, mi piace, perdermi nella folla senza essere nessuno, Milano mi inghiotte e mi trascina, i corpicini delle modelle, le pellicce delle signore, gli abiti scuri impeccabili, le cravatte, le vetrine, gli agenti immobiliari.

Soriga F., Nelle mie vene, Milano, Bompiani, 2019

Ed è finito maggio

È passato parecchio tempo da quando non scrivo in questo piccolo contenitore. Prometto che non succederà più. Lo prometto e spero che le giornate migliorino un pochino almeno entro il mio compleanno, il 1 luglio. Lo scrivo sconcertato dato che oggi ho acceso per l’ennesima volta il riscaldamento. Qui si naviga veloci. Nelle ultime settimane ho riscoperto il piacere di vedere molti film, recuperando qualche pezzo che mi ero dimenticato di avere e ordinando qualcosa di nuovo che arriverà nei prossimi giorni. È anche questo un modo per combattere l’assoluta mancanza di sole che mi costringe chiuso in ufficio da praticamente tutto l’inverno.

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Arrington de Dionyso’s Malaikat dan Singa

Fino a poco tempo fa non sapevo nulla di Arrigton de Dionyso. Eppure ha suonato in una band per 15 anni, gli Old Time Relijun (chi non li conosce?!) che sono nati ad Olympia, nello stato di Washington.

La band ha avuto delle reazioni contrastanti da pubblico e critica. Chi li ha amati, chi non li ha capiti e chi li ha rifiutati. Fatto sta che dopo un bel po’ di anni, il loro leader Arrington de Dionyso, decide di prendere in mano le sorti del proprio futuro e fonda i Malaikat Dan Singa, una band orientata verso la musica indonesiana, da cui eredita una struttura onirica basata sull’introspezione catartica e la trance religiosa. Continua a leggere

Shining, la “luccicanza”

Ho letto con un grave ritardo di qualche lustro questo romanzo generazionale di Stephen King. Non so come mai sia successo, dopo aver visto il film di Kubrick non ho pensato a prendere in mano il testo originale dell’opera. Ma forse con gli occhi di oggi sono riuscito a godermi ancora di più un thriller psicologico degno di nota, che si avvicina ai temi dell’horror ma non è mai del tutto così “terrificante” come forse appare nel lungometraggio Continua a leggere

Kamasi Washington

I semi da cui nasce la musica arrivano dal subconscio, credo. Se chiedi a qualcuno quali siano le vere origini di una canzone, da dove sia loro nato il pensiero alla sua base, non riusciranno davvero a risponderti. È il mistero della musica: non so se nasce da noi o se ci viene “mandata” da qualcosa d’altro. Scrivere musica è come prendersi cura di uno di questi semi, farlo crescere con la cura che ti viene data dalle tue abilità e dalle tue conoscenze.

da un‘intervista rilasciata a Noisey

Il Fondamentalista Riluttante

Questa settimana ho avuto modo di vedere un film molto interessante uscito 5 anni fa tratto da un romanzo (ahimè non ancora letto) di Moshin Hamid. Il titolo potrebbe ingannare chi si aspetta di vedere un film che parli essenzialmente di terrorismo, anche se si verrà a scoprire, minuto dopo minuto, un crescendo di pressione psicologica volta a scoprire l’effettiva paura di affrontare un mondo, come quello islamico, che fino al 2001 sembrava non destare alcuna preoccupazione. Continua a leggere