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Ultimamente ho ricominciato a giocare parecchio con il mio buon Nintendo Switch. La connessione online ha fatto sì che io potessi avere anche qualche buon titolo del passato da rivedere di tanto in tanto e la mia vena anni ’80 (considerato anche che piano piano sto recuperando le puntate perdute di Stranger Things) mi ha riportato agli anni in cui interagire con un piccolo personaggio pixelato e fortemente brutto era considerato da me e i miei amici come un qualcosa di futuristico e meraviglioso. Continua a leggere

Dalla parte di Carola

Questo blog si occupa di raccontare ciò che vedo, ascolto e leggo, negli spazi liberi della mia vita. Oggi però mi sento in dovere di parlare un po’ anche di quello che accade in Italia. Non voglio dare la mia versione dei fatti, più che altro mi interessa scrivere cosa ne penso riguardo a particolari argomenti. Su Twitter, ma non solo, il caso della SeaWatch è stato uno dei più dibattuti ultimamente. Vi rimando alle delucidazioni del Post su quanto accaduto. Continua a leggere

L’odore del socialismo

Anche a occhi chiusi ormai riconosco il socialismo. Forse è l’odore di benzina mal raffinata, ma appena mi affaccio al portellone dell’aereo che mi ha portato qui, nella capitale dell’Estremo Oriente Sovietico, Da Niigata nel nord del Giappone, so che sono arrivato in uno di quei Paesi dove i poliziotti ti guardano come se tu avessi appena commesso un delitto, dove bisogna fare attenzione a quel che si scrive nella dichiarazione della dogana, dove bisogna pensare che i telefoni sono ascoltati, dove i dollari, unica vera moneta del mondo, specie di quello non capitalista, valgono una certa cifra al cambio ufficiale e non un’altra al mercato nero… Ormai ho fatto l’abitudine. Lo so. Apro gli occhi e tutto il resto segue all’odore del socialismo: la confusione, la sporcizia, le urla, i tubi per terra su cui si inciampa, una pericolante passerella di legno su una fossa aperta e mai richiusa, proprio davanti all’uscita dell’aeroporto e che ora tutti i passeggeri in partenza e in arrivo debbono attraversare.

Terzani T., Buonanotte, signor Lenin, Milano, Longanesi, 1992

La tristezza di Lana Del Rey

Ogni estate che arriva mi trova sempre di buon umore mentre metto sul piatto Summertime Sadness di Lana Del Rey. È come un’eterna ricorrenza che mi prende tra la nostalgia e la speranza per il futuro. Non ho mai avuto grandi aspettative in questa stagione, caldo, notti insonni, esami, ma almeno tante letture e tanto tempo per scrivere e immaginare. Continua a leggere

Perdermi nella folla senza essere nessuno

Questa città che non ha pazienza, questa città come crisi di coscienza, questa città con la camicia stirata e la faccia raggrinzita, quattro e mezzo di mattina per la radio sono troppo triste il dj non mi parlerà, mi urlano nelle cuffie,cammino per la città in cerca della metro, prenderò una metro e andrò a cena fuori, sono uno straniero che non sa niente di queste strade, antica città austroungarica, antica città spagnola, antica Mediolanum, sono un sardo del Sud e cammino senza conoscere una sola strada, mi piace, perdermi nella folla senza essere nessuno, Milano mi inghiotte e mi trascina, i corpicini delle modelle, le pellicce delle signore, gli abiti scuri impeccabili, le cravatte, le vetrine, gli agenti immobiliari.

Soriga F., Nelle mie vene, Milano, Bompiani, 2019

Ed è finito maggio

È passato parecchio tempo da quando non scrivo in questo piccolo contenitore. Prometto che non succederà più. Lo prometto e spero che le giornate migliorino un pochino almeno entro il mio compleanno, il 1 luglio. Lo scrivo sconcertato dato che oggi ho acceso per l’ennesima volta il riscaldamento. Qui si naviga veloci. Nelle ultime settimane ho riscoperto il piacere di vedere molti film, recuperando qualche pezzo che mi ero dimenticato di avere e ordinando qualcosa di nuovo che arriverà nei prossimi giorni. È anche questo un modo per combattere l’assoluta mancanza di sole che mi costringe chiuso in ufficio da praticamente tutto l’inverno.

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