Un capolavoro contemporaneo di inequivocabile sarcasmo

Mi sono detto: “No, dai questa volta inizio a guardare Fleabag senza farmi prendere dalla frenesia, puntata, un po’ di giorni, puntata, un po’ di giorni, puntata, ecc.”. Il problema è che quando Phoebe Waller-Bridge ti guarda dalla sua parte dello schermo, io proprio non riesco a resistere, butto nel cesso il mio proposito da buon visitatore seriale e mi sparo 5 o 6 puntate “di fila” della seconda stagione di Fleabag (su Amazon prime). L’ultima, si dice, speriamo di no, e ora vi spiego perché. Continua a leggere

Opporsi all’inesorabile marcia dell’entropia

“Questo è un libro sul cuore, sulla concezione che ne ha la medicina, sul modo migliore in cui potremo vivere con i nostri cuori – e grazie a loro – nel prossimo futuro. L’importanza vitale di questo muscolo per la comprensione che abbiamo di noi stessi non è casuale. Il cuore è l’ultimo organo a smettere di funzionare, ma anche il primo a svilupparsi: comincia a pulsare quando il feto ha appena tre settimane di vita, prim’ancora che ci sia sangue da pompare. Da quando nasciamo a quando moriamo, batte all’incirca tre miliardi di volte. La mole di lavoro che esegue è sbalorditiva. Ogni pulsazione attiva una forza sufficiente a far circolare il sangue attraverso quasi 160 000 chilometri di vasi. La quantità di sangue che attraversa mediamente un cuore adulto in una settimana potrebbe riempire una piscina da giardino. Ma la vita che il nostro cuore alimenta può essere spazzata via in un secondo. Quando il muscolo cardiaco si ferma, la morte è repentina. Se esistere è un continuo opporsi all’inesorabile marcia dell’entropia, il battito cardiaco è il fulcro di questo conflitto. Fornendo energia alle nostre cellule, ne contrasta la tendenza al disordine e al caos.”

Sandeep Jauhar, Il Cuore – una storia, Torino, Bollati Boringhieri, 2019

Il ritorno del re

Sono tante le pagine che portano alla scoperta dell’avventura di Luke. Stephen King riesce ancora una volta a raccontare una storia che ha il potere di affascinare e di sorprendere, capitolo dopo capitolo, ogni lettore, dal più fedele alle esperienze del re letterario del Maine al più reticente e finora attratto da tutt’altro genere di scrittura. Continua a leggere

Dove eravamo rimasti?

Ho pensato tanto in questi mesi a cosa sarebbe stato di me nel futuro. Tutto normale, credo sia un pensiero altamente condiviso. Ho sempre amato scrivere, raccontare, definire con parole e frasi più o meno articolate ciò che mi passa per la testa. Parlo molto di musica – perdo ore ad ascoltarla assieme a tantissimi ricordi -, leggo molto. Continua a leggere

Salta!

Ultimamente ho ricominciato a giocare parecchio con il mio buon Nintendo Switch. La connessione online ha fatto sì che io potessi avere anche qualche buon titolo del passato da rivedere di tanto in tanto e la mia vena anni ’80 (considerato anche che piano piano sto recuperando le puntate perdute di Stranger Things) mi ha riportato agli anni in cui interagire con un piccolo personaggio pixelato e fortemente brutto era considerato da me e i miei amici come un qualcosa di futuristico e meraviglioso. Continua a leggere

Dalla parte di Carola

Questo blog si occupa di raccontare ciò che vedo, ascolto e leggo, negli spazi liberi della mia vita. Oggi però mi sento in dovere di parlare un po’ anche di quello che accade in Italia. Non voglio dare la mia versione dei fatti, più che altro mi interessa scrivere cosa ne penso riguardo a particolari argomenti. Su Twitter, ma non solo, il caso della SeaWatch è stato uno dei più dibattuti ultimamente. Vi rimando alle delucidazioni del Post su quanto accaduto. Continua a leggere

L’odore del socialismo

Anche a occhi chiusi ormai riconosco il socialismo. Forse è l’odore di benzina mal raffinata, ma appena mi affaccio al portellone dell’aereo che mi ha portato qui, nella capitale dell’Estremo Oriente Sovietico, Da Niigata nel nord del Giappone, so che sono arrivato in uno di quei Paesi dove i poliziotti ti guardano come se tu avessi appena commesso un delitto, dove bisogna fare attenzione a quel che si scrive nella dichiarazione della dogana, dove bisogna pensare che i telefoni sono ascoltati, dove i dollari, unica vera moneta del mondo, specie di quello non capitalista, valgono una certa cifra al cambio ufficiale e non un’altra al mercato nero… Ormai ho fatto l’abitudine. Lo so. Apro gli occhi e tutto il resto segue all’odore del socialismo: la confusione, la sporcizia, le urla, i tubi per terra su cui si inciampa, una pericolante passerella di legno su una fossa aperta e mai richiusa, proprio davanti all’uscita dell’aeroporto e che ora tutti i passeggeri in partenza e in arrivo debbono attraversare.

Terzani T., Buonanotte, signor Lenin, Milano, Longanesi, 1992

La tristezza di Lana Del Rey

Ogni estate che arriva mi trova sempre di buon umore mentre metto sul piatto Summertime Sadness di Lana Del Rey. È come un’eterna ricorrenza che mi prende tra la nostalgia e la speranza per il futuro. Non ho mai avuto grandi aspettative in questa stagione, caldo, notti insonni, esami, ma almeno tante letture e tanto tempo per scrivere e immaginare. Continua a leggere