Bird box e la paura di vedere

In molti lo hanno definito l’horror di Natale, anche se forse proprio horror non è ma di sicuro qualche salto sulla sedia lo procura senza troppi problemi.

Sto parlando di Bird Box, un film proposto da Netflix per arricchire il proprio catalogo in occasione delle feste. Diretto da Susanne Bier, il lungometraggio in questione può vantare di certo su un cast d’eccezione: Sandra Bullock, Trevante Rhodes, John Malkovich, Sarah Paulson, Jacki Weaver, Rosa Salazar, Tom Hollander e BD Wong.

Siamo in una città del nord America quando nel mondo inizia a propagarsi una terribile forza oscura che porta al suicidio tutti coloro che la vedono. Malorie (una ottima Sandra Bullock) sta per avere un figlio e proprio dopo essersi recata assieme alla sorella all’ospedale per i controlli pre-parto assiste inerme ad una sorta di apocalisse, la cui ombra sta ormai coprendo tutta la città.

Inizia così, dopo una rocambolesca fuga dalla strada popolata da morte e distruzione, la fuga di una donna che vuole difendere se stessa e la vita che tiene in grembo. Rifugiatasi in una casa in cui tutte le finestre sono state oscurate, al sicuro da ogni visione del mondo esterno, Malorie conosce altri superstiti e con loro condivide momenti di massima tensione, conosce anche una donna che come lei sta per partorire, a cui prometterà di prendersi cura della figlia nascitura.

Il film è costruito su una alternanza di flashback tra l’ultima fuga di Malorie assieme ai bambini che ora hanno 5 anni e che assieme a lei – ormai a tutti gli effetti “mamma” – si avventurano in un ultimo viaggio della speranza che li porta a percorrere un fiume su di una barca, attraverso rapide e correnti, per arrivare ad un luogo considerato sicuro, per ricominciare a vivere.

Il modo in cui Sandra Bullock interpreta il suo personaggio è davvero emozionante, soprattutto nelle fasi del viaggio sul fiume, a partire dalla prima scena, è decisamente magistrale. La vediamo bendata, assieme ai bambini, mentre sta prendendo la via dell’acqua per salvarsi. Una costrizione che da anni ormai tormenta la vita di tutte quelle piccole comunità che sono riuscite a sopravvivere alla visione dell’occulto. Gran parte del cast è funzionale solo ai flashback della storia, in cui si narrano le vicende avvenute 5 anni prima, durante l’esplodere dell’epidemia.

Seguendo la linea temporale veniamo a conoscere come Malorie prenda sempre più coscienza del suo ruolo di mamma e della sua missione protettiva nei confronti dei bambini, scopre il valore di una famiglia ed è motivata nel portare a termine la sua missione. Gli uccelli nella scatola, da cui prende il nome il film, sono la guida, gli occhi redivivi verso un posto sicuro e saranno una presenza salvifica nel corso della storia.

Nonostante alcune posizioni negative da parte della critica, un maestro dell’horror come Stephen King ha espresso la sua preferenza per Bird Box, tacciando molti recensori di avere una sindrome da “pregiudizio Netflix” che li rende prevenuti e imparziali.

Bird box è comunque un survival movie che si lascia guardare, senza avere troppe pretese, con alcuni colpi scena sicuramente godibili e ben inseriti nell’intreccio narrativo. Un titolo che si inserisce nell’offerta della piattaforma streaming arricchendo il già vasto catalogo donando una tonalità piuttosto cupa ai limiti dell’horror.

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