Raggiungere di nuovo la felicità

Se tutto va come previsto da domani dovrebbero chiudere gran parte delle fabbriche e degli esercizi commerciali non essenziali. Questo aggrava la situazione economica dell’Italia ma da un altro punto di vista è un’azione mirata a permettere a molti di non ammalarsi e morire di Covid-19.Io sto imparando alcune cose. Prima di tutto che dobbiamo affidarci sempre di più ai servizi digitali e un po’ meno a quelli esclusivamente fisici. Poi dobbiamo cercare essere più autonomi da un punto di vista emotivo e cercare rappresentanti politici che si facciano portavoce di un’alternativa idea di mondo che rispecchi di più i bisogni e le necessità del futuro. 

La butto sempre sulla politica, lo so, ma nonostante i tentativi di soprassedere circa la nostra democrazia rappresentativa, credo che ora, molto probabilmente cambieranno le priorità che considereremo prima di entrare in una cabina elettorale. Slavoj Zizek sta scrivendo un bel saggio in cui parola essenzialmente del Virus e del suo impatto sulla società. Ad un certo punto il benevolo filosofo sloveno sostiene che: “anche gli eventi orribili possono avere imprevedibili conseguenze positive”: E noi dobbiamo forse predisporci per le conseguenze, si spera per “una società alternativa, una società che vada oltre lo Stato-nazione e si realizzi nella forma della solidarietà globale e della cooperazione”.  Sarebbe auspicabile. Anche lo storico Yuval Noah Harari ha scritto un bel saggio in cui riflette che “In questi tempi di crisi, abbiamo da fare due scelte: la prima è tra sorveglianza totalitaria e responsabilizzazione dei singoli. La seconda è tra isolazionismo e solidarietà globale”.

Voi quale scegliete?

“Dobbiamo condividere informazioni. Il coronavirus in Cina e il coronavirus negli Stati Uniti non possono darsi consigli a vicenda su come infettare meglio gli esseri umani. Ma la Cina può dare agli Stati Uniti delle lezioni molto utili per affrontare la malattia. Ciò che un medico italiano scopre a Milano la mattina presto può essere utilizzato a Teheran di sera”. Trovare un terreno comune è essenziale anche per far ripartire l’economia, evidenzia l’israeliano: “Gli Stati devono cooperare per permettere a una serie di viaggiatori selezionati di continuare a farlo. Scienziati, dottori, giornalisti, politici, imprenditori, devono viaggiare. Questo risultato si può raggiungere con un accordo globale: chi viaggia deve affrontare dei protocolli identici per tutti nel paese di origine. Se sai che soltanto questo tipo di viaggi è autorizzato, sarai disposto a riaprire le frontiere”. Noam Chomsky ha detto che il crollo degli ospedali di fronte all’emergenza Covid-19 è dovuto al fatto che sono stati tagliati posti letto (e non solo, aggiungo mestamente io), in nome dell’efficienza.

Ora, per questa mattina chiudo il discorso e mi rifaccio ad un altro messaggio, questa volta di Zygmunt Bauman che diceva: “Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal fato, ci si sente persi se aumentano le comodità”. Tanto più siamo in grado di combattere, lottare, di fare scelte significative, tanto più si accorcerà la distanza che ci separa dalla felicità. Scegliere significa anche rinunciare a qualcosa per il bene di tutti, e io credo che più che un’idea sovversiva o comunista sia decisamente “umana”.

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