Dove eravamo rimasti?

Ho pensato tanto in questi mesi a cosa sarebbe stato di me nel futuro. Tutto normale, credo sia un pensiero altamente condiviso. Ho sempre amato scrivere, raccontare, definire con parole e frasi più o meno articolate ciò che mi passa per la testa. Parlo molto di musica – perdo ore ad ascoltarla assieme a tantissimi ricordi -, leggo molto. Continua a leggere

Dalla parte di Carola

Questo blog si occupa di raccontare ciò che vedo, ascolto e leggo, negli spazi liberi della mia vita. Oggi però mi sento in dovere di parlare un po’ anche di quello che accade in Italia. Non voglio dare la mia versione dei fatti, più che altro mi interessa scrivere cosa ne penso riguardo a particolari argomenti. Su Twitter, ma non solo, il caso della SeaWatch è stato uno dei più dibattuti ultimamente. Vi rimando alle delucidazioni del Post su quanto accaduto. Continua a leggere

Ed è finito maggio

È passato parecchio tempo da quando non scrivo in questo piccolo contenitore. Prometto che non succederà più. Lo prometto e spero che le giornate migliorino un pochino almeno entro il mio compleanno, il 1 luglio. Lo scrivo sconcertato dato che oggi ho acceso per l’ennesima volta il riscaldamento. Qui si naviga veloci. Nelle ultime settimane ho riscoperto il piacere di vedere molti film, recuperando qualche pezzo che mi ero dimenticato di avere e ordinando qualcosa di nuovo che arriverà nei prossimi giorni. È anche questo un modo per combattere l’assoluta mancanza di sole che mi costringe chiuso in ufficio da praticamente tutto l’inverno.

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1985

Quando io stavo per compiere tre anni gli U2 avevano da poco pubblicato uno dei loro dischi più belli: Unforgettable fire, Gorbachev divenne primo ministro in URSS, la Nintendo lanciò sul mercato la sua prima consolle, nacquero Wayne Rooney – uno dei più bravi giocatori della mia squadra del cuore inglese, il Manchester United – e la mia prima vera ragazza sulla faccia della Terra: Chiara, una delle persone più intelligenti che io abbia mai conosciuto nella mia vita. Continua a leggere

La ragazza bionda davanti allo scaffale dei dischi

Qualche settimana fa sono capitato in un negozio di dischi bellissimo, con decine di poster appesi ai muri e le fotografie di un sacco di cantanti di cui nessuno riconosce più il nome, né il gruppo. Con la solita lentezza del caso, ho attraversato le corsie e le disposizioni generali degli ordini alfabetici e numerici in cui erano sospese le lunghe file di cd, dischi e edizioni limitate. L’odore della polvere sul reparto “classica” è sempre stato un mistero per me, un po’ meno il costante brusio dei fondamentalisti del blues che tuonavano considerazioni sulle uscite di RL Burnside e le accordature in sol aperto. Continua a leggere