Opporsi all’inesorabile marcia dell’entropia

“Questo è un libro sul cuore, sulla concezione che ne ha la medicina, sul modo migliore in cui potremo vivere con i nostri cuori – e grazie a loro – nel prossimo futuro. L’importanza vitale di questo muscolo per la comprensione che abbiamo di noi stessi non è casuale. Il cuore è l’ultimo organo a smettere di funzionare, ma anche il primo a svilupparsi: comincia a pulsare quando il feto ha appena tre settimane di vita, prim’ancora che ci sia sangue da pompare. Da quando nasciamo a quando moriamo, batte all’incirca tre miliardi di volte. La mole di lavoro che esegue è sbalorditiva. Ogni pulsazione attiva una forza sufficiente a far circolare il sangue attraverso quasi 160 000 chilometri di vasi. La quantità di sangue che attraversa mediamente un cuore adulto in una settimana potrebbe riempire una piscina da giardino. Ma la vita che il nostro cuore alimenta può essere spazzata via in un secondo. Quando il muscolo cardiaco si ferma, la morte è repentina. Se esistere è un continuo opporsi all’inesorabile marcia dell’entropia, il battito cardiaco è il fulcro di questo conflitto. Fornendo energia alle nostre cellule, ne contrasta la tendenza al disordine e al caos.”

Sandeep Jauhar, Il Cuore – una storia, Torino, Bollati Boringhieri, 2019

L’odore del socialismo

Anche a occhi chiusi ormai riconosco il socialismo. Forse è l’odore di benzina mal raffinata, ma appena mi affaccio al portellone dell’aereo che mi ha portato qui, nella capitale dell’Estremo Oriente Sovietico, Da Niigata nel nord del Giappone, so che sono arrivato in uno di quei Paesi dove i poliziotti ti guardano come se tu avessi appena commesso un delitto, dove bisogna fare attenzione a quel che si scrive nella dichiarazione della dogana, dove bisogna pensare che i telefoni sono ascoltati, dove i dollari, unica vera moneta del mondo, specie di quello non capitalista, valgono una certa cifra al cambio ufficiale e non un’altra al mercato nero… Ormai ho fatto l’abitudine. Lo so. Apro gli occhi e tutto il resto segue all’odore del socialismo: la confusione, la sporcizia, le urla, i tubi per terra su cui si inciampa, una pericolante passerella di legno su una fossa aperta e mai richiusa, proprio davanti all’uscita dell’aeroporto e che ora tutti i passeggeri in partenza e in arrivo debbono attraversare.

Terzani T., Buonanotte, signor Lenin, Milano, Longanesi, 1992

Perdermi nella folla senza essere nessuno

Questa città che non ha pazienza, questa città come crisi di coscienza, questa città con la camicia stirata e la faccia raggrinzita, quattro e mezzo di mattina per la radio sono troppo triste il dj non mi parlerà, mi urlano nelle cuffie,cammino per la città in cerca della metro, prenderò una metro e andrò a cena fuori, sono uno straniero che non sa niente di queste strade, antica città austroungarica, antica città spagnola, antica Mediolanum, sono un sardo del Sud e cammino senza conoscere una sola strada, mi piace, perdermi nella folla senza essere nessuno, Milano mi inghiotte e mi trascina, i corpicini delle modelle, le pellicce delle signore, gli abiti scuri impeccabili, le cravatte, le vetrine, gli agenti immobiliari.

Soriga F., Nelle mie vene, Milano, Bompiani, 2019

Kamasi Washington

I semi da cui nasce la musica arrivano dal subconscio, credo. Se chiedi a qualcuno quali siano le vere origini di una canzone, da dove sia loro nato il pensiero alla sua base, non riusciranno davvero a risponderti. È il mistero della musica: non so se nasce da noi o se ci viene “mandata” da qualcosa d’altro. Scrivere musica è come prendersi cura di uno di questi semi, farlo crescere con la cura che ti viene data dalle tue abilità e dalle tue conoscenze.

da un‘intervista rilasciata a Noisey

Neil Gaiman

Credo in un dio tutto mio che si preoccupa per me e protegge tutte le mie azioni. Credo in un dio impersonale che ha messo in moto l’universo e poi è andato a spassarsela e non sa nemmeno che esisto. Credo in un universo privo di dèi mosso da caos, rumore di fondo e una grande fortuna.

da “American Gods”