Letteratura e Resistenza, cinque romanzi da rileggere

Come molti altri studenti della facoltà di Lettere ho avuto modo di incontrare la letteratura partigiana in un periodo particolare della mia vita, quello della gioventù, tra passioni e ribellione, libertà e affannate letture. Durante le ore di lezione era difficile stare attenti, le aule universitarie sono un’arma di distrazione di massa, ma nei momenti trascorsi in biblioteca o a casa, chini sulla scrivania, si poteva capire almeno il perché di così tanti scritti risalenti al periodo che copre l’arco che va dal 1944 al 1950. Continua a leggere

Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij (Feltrinelli)

In questi giorni di isolamento, con la direttiva ministeriale di non uscire di casa, non è affatto una cattiva idea riuscire a trovare il tempo per sedersi e rileggere un classico. Questa settimana ho scelto per voi Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij, romanzo pubblicato nel 1866 ed uno dei primi a rendere famoso il celebre narratore russo, forse ancora oggi uno tra i più noti e popolari grazie al suo modo di riuscire a sostenere, in questo caso, una vicenda a sfondo poliziesco che regala grandi momenti di tensione ed effetto.  Continua a leggere

La Cittadella di Cronin e la professione medica

Qualche mese fa, molto prima dell’arrivo della pandemia, acquistai, incuriosito dalla copertina, un libro di Archibald J. Cronin intitolato La Cittadella, senza pormi troppi problemi, ma cercando solamente di calarmi a capofitto in una storia ambientata 100 anni fa nella zona meridionale dell’Inghilterra e del laborioso Galles.
Chiariamo, La Cittadella si può considerare ormai un classico, un romanzo d’altri tempi, scritto in tono molto prosaico e molto descrittivo; è il quinto romanzo di Cronin che ha voluto in qualche modo imprimere su carta il segno del suo impegno civile. Continua a leggere

Le Persone Normali, secondo Sally Rooney

Sally Rooney torna con un secondo romanzo molto atteso dai fan e dai lettori che hanno apprezzato la sua prima fatica letteraria (Parlarne tra amici). Persone Normali si appresta a diventare un bestseller e una conferma per una scrittrice giovane ma acclamata da critica e pubblico.
In questo romanzo conosceremo molto approfonditamente Marianne e Connell, due compagni di classe al liceo molto diversi tra di loro, travolti da una amicizia che sembra diventare qualcosa di più, ma soprattutto qualcosa di incontrollabile dallo spirito “che sa di adolescenza”. Continua a leggere

L’Avversario, la terribile storia di Jean-Claude Romand

Ho iniziato a leggere L’Avversario di Emmanuel Carrère dopo La Settimana Bianca, pronto ad affrontare un’altra non fiction novel in cui cronaca, eventi e lettere private formano un unico testo da cui è difficile staccarsi, rimanendo intrappolati.

Il tema per il libro è un fatto avvenuto realmente in Francia: Jean-Claude Romand si macchia dell’omicidio di moglie, figli e genitori. Perché?  Continua a leggere

Carrère, La Settimana Bianca e la scoperta del male

Da dove arriva il male? E come può capirlo un bambino che deve ancora diventare adulto?

Pubblicato nel 1995 e riproposto poi in Italia da Adelphi, La settimana bianca è un romanzo breve nato dalla penna di Emmanuel Carrère. Un divertissement nato durante la stesura di un’opera più complessa e stratificata come L’Avversario, un “romanzo verità” che diventerà una delle opere più riuscite dello scrittore francese, assie∑me al racconto della vita di Limonov. Continua a leggere

Il romanzo russo di Emmanuel Carrère

Emmanuel Carrère è uno di quegli scrittori che riescono a suscitare pensieri contrastanti anche dopo pochissime righe di lettura. Se, da un punto di vista narrativo, le sue storie sono un enorme quadro di azioni dipinte a tratti intersecanti e sovrapposti, il suo stile di scrittura è decisamente unico, non ammette mezzi termini e definisce i criteri entro cui leggere ogni storia. Continua a leggere

L’Angelo di neve, i misteri d’Islanda di Ragnar Jónasson

Siglufjörður è un paese dell’Islanda che raccoglie poco più di mille anime. Sembra uscito direttamente da un quadro freddo di un’isola misteriosamente addormentata, dove la vita scorre lenta e senza troppe preoccupazioni, tanto che gli abitanti, quando escono, sono soliti lasciare le porte senza chiuderle a chiave, visto che non accade mai nulla di seppur vagamente pericoloso.

Un porto di mare immobilizzato dalla neve, che lo ricopre candida, Siglufjörður dai tetti aguzzi e lontana dal mondo, separata dal resto dell’Islanda da tunnel che in inverno rischiano sempre di rimanere chiusi. Continua a leggere