Ossessione, il trasgredire secondo Visconti

Quella di Ossessione è una storia raccontata da Luchino Visconti in uno dei primi film ascrivibili al movimento neorealista italiano ed il primo in assoluto del regista italiano. Si tratta di un film da una grande forza visiva, per quanto essenziale nei movimenti e nelle tecnologie utilizzate. Si tratta anche di un film sopravvissuto alle censure e alla distruzione che venne imposta dal regime fascista di Salò. Visconti riuscì fortunatamente a tenere nascosta una copia del negativo fino alla fine della seconda guerra mondiale, da cui derivano le copie attualmente esistenti. Continua a leggere

Umberto D., il capolavoro di Vittorio De Sica

Ci sono dei film di cui è impossibile fare a meno, che hanno caratterizzato la vita culturale di una intera nazione e che sono riusciti ad estremizzare i canoni di un’arte bellissima come quella del cinema fino a sublimarla in qualcosa di sinestetico e gloriosamente drammatico.

Umberto D. Capolavoro di Vittorio De Sica è uno dei film cardine del neorealismo italiano, il suo punto più alto, non capito dal pubblico e decisamente stroncato quando fu il momento di entrare nelle sale. Nel 1952 De Sica e Cesare Zavattini si aspettavano tutt’altra accoglienza. Avevano lavorato ad un film che potesse rappresentare nuovamente la triste realtà italiana del dopoguerra e questo non piacque agli italiani, più indirizzati verso pellicole in cui si ricorreva più semplicemente ad espedienti comici per parlare della gente comune e della loro difficoltà nel restare vivi.  Continua a leggere

I Compagni, Monicelli racconta le prime rivolte operaie di fine ‘800

A Torino, a fine ‘800 sono tanti a lavorare nell’industria tessile vicino a porta Susa. Uomini e donne, compagni, che devono tirare avanti una famiglia, tutti in condizioni precarie, e che vivono in case che oggi non esisterebbero più o non considereremmo come tali. Ogni giorno la sveglia suona presto e ci sono da affrontare tante ore di lavoro, quattordici, con incidenti che accadono troppo spesso interrompendo la produzione e lasciando attoniti tutti gli altri operai. Continua a leggere

Stromboli, l’isola dell’incomunicabilità

Nell’ormai lontano 1950 Roberto Rossellini gira il suo primo film assieme alla nuova compagna Ingrid Bergman. Lei, bellissima, interpreta Karin, una profuga internata in un campo di raccolta per stranieri durante la seconda guerra mondiale che davanti a sé ha due possibilità: emigrare in Argentina oppure sposare Antonio, conosciuto nel campo, ed ottenere la cittadinanza italiana. Continua a leggere